Cassazione sentenze 2526/2026 e 2528/2026
Sinistri stradali e danni causati da fauna selvatica o animali sfuggiti al controllo del proprietario
Avv. Sabrina Modena
7/7/20261 min read
In materia di responsabilità per danni da animali ex art. 2052 c.c., la Corte di Cassazione con due sentenze gemelle - la n. 2526 e la n. 2528 del 2026 - ha affermato che non sussiste alcun automatismo risarcitorio fondato sulla mera presenza dell'animale sulla carreggiata.
Nel caso deciso con la sentenza 2526/2026, un'auto appartenente a una società si scontrava con un cinghiale su di una strada gestita da ANAS e nel secondo di cui alla sentenza 2528/2026, un motociclista si scontrava con un cane sfuggito al proprietario, perdendo il controllo del mezzo e decedendo a seguito della caduta.
La Cassazione ha sancito che il danneggiato, ai sensi dell'art. 2697 c.c., è gravato dell'onere di provare in modo completo la dinamica del sinistro, dimostrando il comportamento dell'animale, la propria condotta di guida e il nesso causale tra tali elementi in quanto la responsabilità oggettiva prevista dall'art. 2052 c.c. non esonera il conducente dalla prova di aver adottato una condotta diligente e prudente, né consente di presumere la responsabilità del proprietario o del gestore della fauna.
Il giudice può accertare, anche d'ufficio, il concorso di colpa del danneggiato ai sensi dell'art. 1227, comma 1, c.c., con conseguente riduzione o esclusione del risarcimento. In difetto di una prova piena, positiva e certa della riconducibilità causale dell'evento al comportamento dell'animale, la domanda risarcitoria deve essere integralmente rigettata.
