Corte di Cassazione ordinanza n. 15487/2026
Google Earth e Street View possono valere come prove in giudizio
Avv. Sabrina Modena
6/18/20261 min read
Con l’ordinanza n. 15487/2026, la Corte di Cassazione ha riconosciuto la rilevanza probatoria delle immagini tratte da piattaforme digitali quali Google Earth e Google Street View, affermando che tali documenti non possono essere considerati inattendibili per il solo fatto di essere reperiti online.
La Corte ha precisato che le fotografie digitali costituiscono mezzi di rappresentazione della realtà suscettibili di essere utilizzati ai fini dell’accertamento dei fatti e devono essere valutate secondo i criteri ordinari di apprezzamento della prova documentale.
Il giudizio sulla loro efficacia probatoria deve fondarsi non sulla provenienza del documento, bensì sulla sua attendibilità concreta. Ne consegue che la contestazione del contenuto rappresentato richiede specifiche deduzioni e adeguati elementi di prova idonei a dimostrare eventuali difformità rispetto alla situazione reale, non essendo sufficiente una mera contestazione generica.
La Suprema Corte ha quindi affermato il principio secondo cui le immagini satellitari e le fotografie geolocalizzate possono concorrere alla ricostruzione dei fatti e dello stato dei luoghi, assumendo rilievo probatorio in tutti i procedimenti in cui sia necessario accertare l’esistenza, la collocazione o le caratteristiche di beni, manufatti o altri elementi materiali.
L’ordinanza consolida il riconoscimento delle prove digitali nell’ambito processuale, attribuendo agli strumenti tecnologici una funzione di supporto all’attività di accertamento del giudice, il quale conserva comunque il potere di valutarne criticamente attendibilità, rilevanza e forza dimostrativa.
